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Roma-Atalanta 2-1   -   Inter-Siena 2-2

ANCORA IN CORSA
Non è ancora finita. Il nostro sogno resta vivo, ad una giornata dal termine la Roma è ancora in corsa per il tricolore. Tutto è ancora possibile quindi. Ci dispiace per chi aveva organizzato festeggiamenti, per chi aveva già pronte magliette e sciarpe commemorative, per chi si sentiva già campione d'Italia, per quell'urlo che rimane in gola, per le bottiglie di champagne rimaste tristemente e mestamente tappate.
La Roma facendo il suo, senza aiuti esterni, ma semplicemente giocando il suo splendido calcio, ha vinto. L'Inter invece, nella giornata che poteva significarle lo scudetto, ha pareggiato. Adesso solo un punto divide le due squadre: 82 per loro e 81 per noi. Tutto è rimandato all'ultima giornata quindi, si lotterà fino alla fine, ma..
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...L'HANNO RIFATTO.
Vergognosa la classe arbitrale chiamata a dirigere l'Inter quest'anno.
"Mezze figure", incompetenti cronici, ometti timidi in preda a sudditanza psicologica, al "leccaculaggio" più meschino, o peggio ancora, forse, a quella sindrome che sembrava debellata, quella de "i signori della truffa". Un'ipotesi, quest'ultima, alla quale non vorremmo credere, ma... sprezzanti, arroganti, incuranti del fatto di avere tutti i "fari" puntati, l'hanno fatto ancora. Per l'ennesima volta, dopo che gli occhi di tutti hanno visto e giudicato i vari "regali", gli "aiutini", che l'Inter ha ricevuto quest'anno, lo scarso arbitro di turno "vede" e concede l'ennesimo rigore, stavolta decisamente inesistente, altro che dubbio...
Azione di calcio d'angolo, palla che arriva sul primo palo e sguardo di Gava di Conegliano (lo stesso della ridicola espulsione a Perrotta in Roma-Empoli... guarda caso) non segue l'azione, ma punta invece l'attenzione su Materazzi al centro dell'area, che abbraccia (riabbracciato) Riganò ad almeno 5-6 metri dal pallone. I due si acchiappano, si tirano entrambi, ma quando finiscono inevitabilmente in terra, più per volontà dell'interista che del senese, il signore di cui sopra, contravvenendo alla regola che in caso di fallo contemporaneo favorisce sempre il "difendente", fischia il calcio di rigore anzichè il fallo in attacco. Un altro vergognoso, schifoso, sporco, truffaldino rigore. Ma è la storia di quest'anno. La storia dell'Inter di quest'anno. La storia che stavolta subisce una punizione Divina.
Lo stesso Materazzi si impadronisce del pallone e scavalcando di prepotenza quello che era il rigorista designato Cruz, si porta sul dischetto con fare deciso, voglioso di essere ricordato come colui che regalò lo scudetto all'Inter. Tiro angolato, ma Manninger para, nel tripudio dell'Olimpico e di almeno tre quarti d'Italia!
Volevi vincere eh? E invece... pijatela 'nderculo! Così come diciamo a Roma.


Catania-Roma 1-1

LA SOLITA FINALE
Per il quarto anno consecutivo, la finale di Coppa Italia sarà Roma-Inter. La semifinale di ritorno tra Catania e Roma si chiude nel migliore dei modi per noi. Un tranquillo 1-1 che ci proietta verso la quarta finale in 4 anni, verso una sfida che oramai possiamo definire, senza tema di smentita, il grande classico della Coppa Italia: il 24 maggio sarà ancora Roma-Inter. Unica differenza con le tre precedenti sfide (andata a Roma e ritorno a Milano) sarà la finale unica all'Olimpico, in presenza del Presidente della Repubblica.
Roma-Inter quindi, non Roma-Lazie come qualcuno sperava. Qualcuno che voleva in qualche modo "salvare" una stagione fallimentare, qualcuno che nonostante gli attuali -38 da noi e -41 dall'Inter, si diceva meritevole di una finale e di un relativo posto in Europa (Coppa UEFA per la vincente di Coppa Italia, ma qualificazione ottenuta anche in caso di sconfitta in finale, in quanto l'Inter è qualificata in Champions League).
Il presidente "didascalico" e l'allenatore che "ciancica", anche quest'anno si dovranno accontentare di vederla in TV l'Europa.

LA PARTITA
Formazioni e atteggiamenti, da entrambe le parti, che tengono conto anche dei prossimi impegni di campionato. La Roma, mantenendo l'occhio al Siena che incontrerà l'Inter, dovrà in ogni caso battere l'Atalanta per sperare ancora nel tricolore; il Catania invece, in lotta per la salvezza, incontrerà nelle prossime sfide prima la Juventus e poi di nuovo la Roma nell'ultima di campionato. Niente coltello trai denti quindi, ma soprattutto attenzione a non farsi male.
Superiorità giallorossa, nonostante il Catania si renda pericoloso in un paio di occasioni nei primi 20 minuti. Ma è la Roma che riesce a sbloccare grazie ad un rigore concesso per il netto (nonostante i commenti scettici dei "soliti rosiconi" RAI) fallo su Vucinic. Aquilani dal dischetto, spiazza Bizzarri con freddezza al 29' e porta in vantaggio la Roma. Vantaggio giallorosso che dura poco più di un minuto. Punizione pennellata da Mascara per Silvestri che (lasciato incredibilmente solo in area e libero di colpire) di testa supera Curci.
Nella ripresa giochi praticamente chiusi, nonostante la girandola di sostituzioni e le occasioni fallite da una parte e dall'altra. Mascara per i siciliani, Perrotta e Vucinic per i giallorossi, i protagonisti delle occasioni più importanti.


10.000 EURO PER TOTTI E 10.000 PER LA ROMA
"Oggi come oggi non posso fare a meno di pensare che qualcosa sotto ci sia. ...Beh, mi pare che qualche aiutino lo hanno avuto.... Gli errori ci stanno, ma quando però sono tutti dalla stessa parte, la cosa un pò ti fa pensare... poi loro vincono perchè sono forti o perchè hanno qualche aiuto... La Roma, quando sbaglia, le partite le perde. All'Inter non capita mai..."
Il tutto per la modica cifra di 10000 (e dico diecimila) euro, ovvero una multa comminata a Francesco Totti dalla commissione disciplinare della federcalcio (altri diecimila comminati alla Roma per "responsabilità oggettiva") per la famosa intervista rilasciata a SKY.
La Figc ha reso noto oggi la decisione, con un comunicato in cui si fa presente che Totti aveva "...espresso giudizi tesi a negare la regolarità del campionato e idonei a ledere direttamente o indirettamente la reputazione, il prestigio e la credibilità delle Istituzioni Federali". Da non credere.
Ma forse il Capitano non aveva tutti i torti, lo dimostrano... i fatti?


Sampdoria-Roma 0-3

MATEMATICAMENTE CI SIAMO ANCORA...
Soffriamo per tutto il primo tempo, dove solo due traverse e uno straordinario Doni impediscono alla Samp di dilagare. Nella ripresa, dopo l'inevitabile "colloquio" di Spalletti con i giocatori, ci aspettiamo tutti una reazione giallorossa, ma la musica non cambia: è sempre e solo Samp. Doni salva (ancora) il risultato per 2-3 volte e mentre il Milan sta vincendo il derby 2-0, la Roma sta sprecando l'ennesima occasione per rimanere in corsa.
Spalletti ci prova: esce il solito spento e abulico Mancini per un sicuramente più vivo e concreto Giuly. La manovra giallorossa sembra giovarne. L'ingresso di Brighi per l'acciaccato Cassetti che dona sostanza al centrocampo, con il conseguente arretramento di Cicinho sulla linea di difesa, risultano essere le mosse vincenti. Poco più di 5' infatti, e Panucci sfodera il suo pezzo forte: incornata di testa su corner di Pizarro... 1-0! Nei 9 minuti successivi c'è spazio per un gran gol di Pizarro, per la sostituzione-sceneggiata di Cassano e per un contropiede micidiale di Giuly che fornisce a Vucinic l'assist per l'assist a Cicinho. Scene da manuale del calcio!
Un 3-0 forse troppo pesante per la Sampdoria, ma straordinariamente importante per noi, visto il risultato di Milano con Ancelotti che mantiene la promessa di battere l'Inter. Siamo a -3 dai nerassurri, mancano due giornate, la matematica dice che siamo ancora lì.

NEL PRIMO TEMPO SOLO DONI
Con la prestazione di oggi, semmai ce ne fosse bisogno, zittisce tutte le critiche e tutti i detrattori che in questi ultimi tempi l'hanno colpito. Colpa di alcune incertezze, quella in occasione del pareggio col Livorno per dirne una, che rischiavano di pregiudicarne la straordinaria media stagionale. Oggi invece, 10 e lode a un Doni letteralmente insuperabile che ha negato la gioia del gol ai blucerchiati in almeno 4 o 5 nitide occasioni e soprattutto nel primo tempo, quando la Roma era messa alle corde dalla Samp.
La vittoria di oggi è per un buon 70% merito suo. Bravo!


Roma-Torino 4-1

IL PERICOLO C'ERA...
Avevamo detto, alla vigilia di questa partita, che con tutto questo parlare di alta finanza, di cessione, di dismissione, di asset, di diligence, di soldi, di nuovi proprietari e del calciomercato conseguente, si potevano creare distrazioni e che, come forse successo già in occasione di Roma-Livorno, qualcuno poteva "dimenticarsi" delle quattro giornate di campionato ancora da giocare e nelle quali fare almeno 8 punti per mantenere il secondo posto. La juve che ci segue in classifica e i suoi sponsor, mediatici e non, sono sempre alla finestra...

Distrazioni forse ci sono state, ma nessuno se n'è accorto. Quattro gol in un quarto d'ora (dal 18' al 32') e la "pratica Torino" è stata archiviata. Quello che non ci è riuscito in 90 minuti contro il Livorno, stavolta ci riesce in 15. Incredibile.
Con la vittoria di oggi manteniamo inalterato il vantaggio sulla juve, anch'essa vittoriosa (con un maramaldeggiante 5-2) sulla lazie e rimaniamo a 6 punti dall'Inter. I nerassurri anche oggi sbloccano il risultato, guarda un po', con un "gol" (le virgolette non a caso) di Cruz, che giudicare irregolare è un eufemismo. Di contro, per la serie: l'uniformità di giudizio, questa sconosciuta... al nostro Mexes viene annullato un gol sullo 0-0, per un presunto fallo sul difensore che lo contrastava nello stacco di testa.
Preparatevi, perchè ci diranno che l'Inter ha meritato lo scudetto.

DI SOROS NON PARLIAMO.
È una nostra scelta editoriale, abbiamo deciso di non parlarne ancora, di non toccare l'argomento, di aspettare in ogni caso i prossimi sviluppi. Vogliamo rimanere concentrati su questo finale di stagione, che potrebbe regalarci ancora soddisfazioni.


Roma-Livorno 1-1

IL SOGNO SVANISCE...
Contro l'ultima in classifica! Dopo aver passato 90' nella metà campo avversaria, contro una squadra messa in campo con 9 difensori e un solo attaccante, non riusciamo a chiudere la partita, a capitalizzare la netta supremazia. E ad una manciata di minuti dalla fine, l'unico tiro arrivato in 90' nello specchio della porta: una punizione da 25 metri, pone fine ai nostri sogni di scudetto. Non sappiamo se è peggio il fatto di aver perso l'ennesima occasione oggi, o se è più grave aver perso il nostro Capitano per almeno 4 mesi. Entrambe le cose ci hanno di fatto rovinato il weekend. I soliti problemi: la solita scarsa concentrazione, l'inesistente rabbia agonistica, la ricerca continua della "giocata", del "ghirigoro", del colpo di tacco, la voglia di entrare in porta col pallone ai piedi. La novità adesso, è il "passaggio di petto". Attenzione: non lo "stop di petto", ne abbiamo visti diversi anche oggi... ma fatela finita! Sono questi atteggiamenti, a nostro avviso, i veri motivi del fallimento giallorosso. Questo pareggio, sommato alla vittoria dell'Inter nel posticipo di domenica sera, assegna di fatto lo scudetto ai nerassurri, peccato. Che fosse una missione impossibile lo sapevamo, bisognava vincerle tutte, sperando che l'Inter degli "aiutini" non facesse altrettanto, peccato. Ma per fare ciò bisognava essere concentrati, affamati, concreti, cattivi... tutte prerogative che non sembrano essere nostre, peccato.

FORZA CAPITANO !!!
Amarezza, sconforto e tanta rabbia per quanto è successo, per il grave infortunio del Capitano: lesione al legamento crociato, non ci voleva. Ma è forte il nostro Capitano, lo sappiamo. Le sue parole, la sua determinazione, la sua serenità prima dell'operazione, ci fanno ben sperare. L'esito positivo della stessa poi, ci dice che tornerà in campo tra 4-5 mesi più forte di prima, siamo sicuri. Il ricordo dei successi arrivati dopo l'infortunio precedente: vittoria del mondiale 2006 e scarpa d'oro 2007, ci fa sperare in trionfi prossimi. DAJE CAPITANO DAJE!!!!!!!


Roma-Catania 1-0

COL MINIMO SFORZO...
Più forte di mille "Vaffa", il destro terrificante scagliato dal Capitano dal limite dell'area, che significa gol e vittoria. La scossa che ci voleva, ad inizio ripresa, per svegliare la squadra troppo adagiata e quasi mai pericolosa nel primo tempo. Merito (?) di un Catania venuto a Roma (come quasi tutte le squadre quest'anno) col solo intento di limitare i danni, di fare "muro", difendere e controllare, senza mai tentare la benchè minima sortita offensiva. Spalletti, che per l'occasione schiera una formazione quasi inedita, lasciando fuori parecchi dei big, nell'intervallo scuote i suoi e nella ripresa i frutti, soprattutto in termini di gioco e di occasioni create, si riescono a vedere. Alla fine, una vittoria striminzita nel risultato, ma sicuramente di buona prospettiva.

ANCORA E SOLO VAFFA...
Si parla ancora solo di quello, della reazione vaffanculesca di Totti domenica. Non solo nel dopo partita di Udine, ma anche nei giorni successivi al fatto e addirittura prima, durante e dopo la partita di oggi. Tutti i commenti, le interviste a bordo campo, i botta e risposta a distanza di vari personaggi più o meno importanti, più o meno idonei, più o meno credibili, vertono concordi sull'errore di Rizzoli (la mancata espulsione) e sull'unanime condanna al nostro Capitano. Tutti scandalizzati, tutti moralisti, tutti giudici e tutti d'accordo: Rizzoli ha falsato il campionato! A questo punto anche da qui ci sentiamo di giudicare il comportamento ignobile, fazioso, falso e bugiardo di chi dovrebbe garantire equità nei giudizi e soprattutto nelle esternazioni. Dal nostro pulpito, dichiaratamente di parte, ma di certo non falso e bugiardo come quello di coloro che si dichiarano neutrali o semplicemente cronisti, ma nella realtà gestori diretti o schierati (mai apertamente) con il potere. Anche in questo, ci dispiace per voi, ma siamo del tutto d'accordo con il nostro Capitano: Vaffanculo! Vaffanculo! Vaffanculo!


Udinese-Roma 1-3

MA SI PARLA SOLO DEI VAFFA...
Grande reazione per una vittoria importantissima in chiave rincorsa all'Inter.
Partita ben giocata da entrambe le squadre, a viso aperto, senza i soliti stucchevoli tatticismi che molte volte siamo costretti a sopportare dai nostri avversari. Due squadre che giocano la loro partita quindi, molte occasioni da una parte e dall'altra, rapidi capovolgimenti di fronte, ma nulla di fatto per tutto il primo tempo. Il gol di Di Natale dopo 7' del secondo tempo, sembra poterci creare qualche scompenso, ma a parte la lite tra Doni e Panucci, non sconvolge più di tanto l'equilibrio giallorosso. Qualche altro lieve sbandamento difensivo, che potrebbe portare addirittura al raddoppio friulano, passando per l'occasione negata da Rizzoli a Totti ed ecco il pareggio Di Vucinic: una perla in tutti i sensi. Dall'assist d'esterno destro di Pizarro al controllo e girata da terra di Mirko: semplicemente fantastico.
L'Udinese, colpevole forse di essersi ritratta un po' dopo il vantaggio, viene presa d'assalto dai giallorossi che arrivano al raddoppio con Taddei e al tris con Giuly subentrato a Perrotta.
Come sabato scorso, dopo Roma-Genoa, torniamo per qualche ora a -1 dalla capolista, aspettando il risultato del posticipo serale.
Tre gol in rimonta per continuare a sperare. Una vittoria nel segno dei tre marcatori senz'altro, ma soprattutto nel segno del Capitano, rientrato oggi e protagonista di una prestazione sontuosa alla quale è mancato solo il gol. Grazie alle parate di Handanovic soprattutto, ma anche per demerito dell'arbitro Rizzoli che si mette tra lui e la palla, con la porta spalancata in un'azione che poteva valere il pareggio. Il gol negato dalla goffaggine dell'arbitro, fa scatenare il Capitano che lo manda ripetutamente (ne abbiamo contati 3) a quel paese e lo costringe in pratica all'ammonizione. In molti si affanneranno a dire che la punizione doveva essere più severa, che Rizzoli doveva mostrare il rosso a Totti, ma per noi era l'arbitro che andava espulso, per "fallo da ultimo uomo (ostruzione) su chiara occasione da gol".

TUTTO COME PRIMA
Anche stavolta le antagoniste dell'Inter non ci danno una mano.
Come l'Atalanta di una settimana fa, anche la Fiorentina reduce (e visibilmente stanca) dalle fatiche di coppa UEFA, si arrende ai nerassurri.
Ancora un 2-0, come domenica scorsa, ancora con Balotelli protagonista del raddoppio che sancisce il risultato finale. Un ragazzotto di 17 anni che sta risolvendo le partite all'allenatore senza patentino e al presidente comprotuttoio. Non Ibrahimovic quindi, non Cruz, non Crespo, non Suazo, non Figo, per citarne solo alcuni di quelli pagati fior di milioni, da chi a nostro avviso farebbe bene a spendere i suoi tanti soldi per qualcosa di più utile all'umanità, piuttosto che comprare giocatori (e allenatori) inutili.

E A LORO CI PENSA MUSLERA
Un breve cenno, ci corre l'obbligo fare, anche sui cugini di campagna. Ci raccontano di grandi esultanze laziali all'Olimpico al gol di Di Natale, manco lontanamente paragonabili per intensità e partecipazione a quelle per il loro gol al Siena (Mutarelli). Poveretti, alla fine ci rimangono male due volte, anzi quattro: Vucinic, Taddei e Giuly li fanno risprofondare nello sconforto e al 90' Muslera apprendista portiere, li ricaccia nella melma per un'altra domenica di cacca.... da veri laziali.
Veri laziali anche nei dopo partita e in serata, nelle varie televisioni nazionali e locali, a glissare sulla pochezza della loro squadra e parlare solo ed esclusivamente dei vaffanculi di Totti a Rizzoli "..che dovevano essere puniti con l'espulsione.." e della lite tra Doni e Panucci, "..sintomo dello sfaldamento del gruppo Roma.." Parlate, parlate, ma soprattutto: rosicate! Il nostro godimento sta proprio nel vedervi con la bava alla bocca, parlare solo di noi, dei nostri Campioni e delle nostre gesta, perchè altro argomento non avete. Grazie Lazio, grazie Di Canio, grazie Piccinini, grazie D'Amico, grazie Plastino e... grazie Lotito. Adesso a -31 è tutta un'altra cosa. FORZA ROMA!!


Manchester Utd-Roma 1-0

APPUNTAMENTO CON LA STORIA
È la nostra storia, la storia della Roma, la storia di un'altra occasione fallita, l'ennesima purtroppo. Stavolta è un rigore sbagliato a negarci la storia, quella bella, quella vincente, quella in cui cerchiamo di entrare. Un tiro potente, quello scoccato da Danielino nostro e che Van Der Sar non avrebbe potuto fermare, ma che purtroppo per noi, finisce sopra quella traversa che mette fine ai nostri sogni di storia... di coppe, di campioni... Ma un giocatore lo vedi dal coraggio... quel coraggio che lui ha avuto al minuto 29, su quel dischetto che poteva significare l'inizio di un'impresa storica, leggendaria. Coraggio, perchè un rigore lo sbaglia solo chi ha il coraggio di calciarlo. Per questo gli diciamo: Grazie Danie', grazie per esserci stato, grazie per averci provato.

L'INCUBO DELL'OLD TRAFFORD
Passa il Manchester, vince il più forte. Inutile negare l'evidenza, troppo evidente la lampante superiorità nel doppio confronto, della squadra inglese. L'obiettivo era ribaltare il risultato penalizzante dell'andata: quello 0-2 in casa che ancora brucia e contro tutti i pronostici, vincere all'Old Trafford battendo una squadra che da anni non perde tra le mura amiche. Non solo: si doveva vincere con addirittura 2 gol di scarto contro quelli che questa sera potevano centrare un fantastico record in Champions: 11 vittorie consecutive (primato della Juve che ne vinse 10 tra il '97 e il '98).
Le grandi imprese però, passano attraverso le grandi prestazioni di uomini che non si fanno intimidire da ambienti ostili o da avversari che sembrano invincibili. Le grandi imprese riescono a gente che la butta dentro con ogni mezzo e non ti perdona se capita l'occasione. Per vincere stasera, lo sapevamo tutti, non sarebbe bastato giocare bene a pallone, serviva carattere, personalità, grinta, cattiveria. Tutte prerogative che sembrano proprio non essere nostre.
Ormai ci sembra chiaro che questa Roma, a parte qualche eccezione, non è composta da gladiatori (non tanto nel fisico, quanto nello spirito) e non ha un DNA "da battaglia", quello che ti fa rispondere coi calcioni ai calci, quello che fa "sentire i tacchetti" quando serve, che fa stare buono l'avversario "perchè se ripassi di qua ti asfalto..."
Quella tigre che in molti si ostinano a vedere negli occhi dei nostri, forse è solo ciò che vorremmo e non quello che in realtà abbiamo. Durante la cerimonia d'apertura abbiamo fatto caso proprio agli occhi dei giocatori, ai loro sguardi, agli atteggiamenti. Non ce ne voglia nessuno, ma nel vedere molti dei nostri sorridere alle telecamere, abbozzando smorfie simpatiche, la sensazione era quella di un risultato già scritto. Già scritto perchè quelli del Manchester erano invece serissimi, scuri in volto quasi a dire "che cazzo ti guardi ?!?!", tesi e concentratissimi come se fossero loro a dover ribaltare un risultato negativo.
La nostra Roma invece è così... una squadra di onesti, di calciatori leali che scendono in campo sempre alla stessa maniera, provando a vincere solo attraverso il bel gioco, senza mai "mordere", nè tentare la giocata sporca o la "sculata"... ma solo giocando bene a pallone.
È la cura Spalletti, quella dei "comportamenti", del sempre pro e mai contro nessuno, del mai protestare (non come Ferguson, che ha protestato con tutta le terna arbitrale per un rigore lampante, solare, come quello concesso per fallo su Mancini), ma anche quella del gioco, del bel gioco, dei bravi ragazzi, del gruppo.
Gloria a Spalletti e a questa squadra quindi, che prendiamo così com'è, che ci piace tanto quando gioca a pallone, ma che qualche volta vorremmo più concreta, più cattiva...

ANCORA TRA LE PRIME
Per il secondo anno consecutivo ci fermiamo ai quarti di finale, arriviamo con merito tra le prime 8 squadre d'Europa. Unica italiana rimasta in Champions League, che questa sera lascia la più importante competizione europea, dopo aver fatto vedere buone cose. L'avversaria che ci elimina è la stessa dell'anno scorso, quel Manchester United che ci umiliò pesantemente, ma che stasera qualcosa ha rischiato. In ogni modo, una squadra non ancora alla nostra portata, ancora troppo superiore. Il motivo di questa superiorità è forse nelle parole di Van Der Sar, intervistato a fine partita, che alla domanda: -Cosa manca, secondo te, a questa Roma?- ha risposto candidamente: -I soldi.-


Roma-Genoa 3-2

UN URLO: DAJE ROMA DAJEEEE.
Forse sono queste, le parole urlate da De Rossi dopo aver segnato il rigore del 3-2 (non siamo in grado di decifrare il labiale), in ogni caso sono le parole che noi stessi ci sentiamo di urlare in faccia a tutti. Daje Roma daje, perchè siamo ancora in corsa, perchè ancora non è finita. Con questi 3 punti andiamo a -1 dall'Inter e aspettiamo il loro risultato di domani.
LA PARTITA
Dopo meno di venti minuti la Roma sembrava aver già messo al sicuro il risultato (2-0). I due gol in 3' lasciavano presagire addirittura la goleada. Complici poi un paio di chiamate errate del guardalinee sotto la Monte Mario, che ferma per fuorigioco inesistente Taddei e Vucinic (quest'ultimo solo davanti al portiere) la Roma non triplica, ma continua a mantenere il comando delle operazioni. Più o meno dal 35', forse per scelta in vista del prossimo impegno di mercoledì a Manchester, la Roma "esce" dal campo e lascia l'iniziativa nelle mani di un Genoa che non si fa pregare e approfittando del "buio" giallorosso, inizia a macinare e a farsi pericolosa. L'uno-due in un minuto, pareggia il conto ed è una mazzata che poteva risultare una sentenza definitiva, in termini di classifica. La Roma ha invece il merito di non disunirsi, di "ritornare in campo" e di ricominciare a giocare. Il gol vittoria arriva a 10' dalla fine e porta la firma di due gladiatori: Taddei che si procura il rigore con una giocata "brasiliana" e De Rossi che lo realizza con una bomba tutta italiana.
Tutto è bene quel che finisce bene quindi: bisognava vincere per far sentire il fiato sul collo all'Inter, ma soprattutto per dimostrare vitalità dopo la sconfitta con il Manchester e alla vigilia di un ritorno all'Old Trafford che ci vede partire nettamente sfavoriti, ma che potrebbe regalarci l'impresa del secolo. Sognare non è peccato.

E DOMENICA, L'INTER A BERGAMO...
Lo sapevamo: potendo giocare sapendo già il risultato della partita giocata dalla Roma, l'Inter (e l'arbitro) si può regolare.
Bella la partita di Bergamo, con Delneri che alla vigilia prometteva di fermare l'Inter per fare un favore alla "sua" Roma, ma con una squadra che evidentemente non lo segue nella promessa e che definire arrendevole e scarsamente determinata è un eufemismo. Ad ogni modo, checchè i soliti leccaculo televisivi si affannino a dire, il gol che permette a Vieira di sbloccare il risultato è viziato da un nettissimo fallo del francese su Pellegrino. Ancora un aiutino, tanto per cambiare...


Roma-Manchester 0-2

PIÙ DI QUESTO NON SI POTEVA.
Per la quinta volta in un anno (la sesta ci sarà tra 8 giorni) Roma e Manchester si trovano di fronte. Il bilancio delle sfide è tutto a favore degli uomini di Ferguson. Stasera poi, dopo aver perso e pareggiato nei due precedenti a Roma, gli inglesi espugnano l'Olimpico con un perentorio 2-0. Il totale adesso è di tre vittorie per loro, un pari e una vittoria giallorossa. Statistiche a parte però, il Manchester neanche stavolta incanta l'Olimpico. Praticamente senza fare gioco, lasciando l'iniziativa completamente ai giallorossi, ma con i suoi campioni sempre in agguato e implacabili davanti alla porta: Cristiano Ronaldo e Rooney, gente che lì davanti non perdona e non da stasera...

Il primo tempo è una vera lezione di cinismo. Sir Alex imposta una partita attenta, accorta, che in molti si affannano a giudicare "di contenimento", "di attesa", ma che noi chiamiamo più semplicemente CATENACCIO. Linee inglesi serrate e pronte alla ripartenza e pallino del gioco lasciato completamente alla Roma. Si bada soprattutto a non far giocare i giallorossi, più che a proporre iniziative. Il sistema funziona, viste le uniche due occasioni, nemmeno tanto limpide, concesse: al 16' colpo di testa (alto) di Panucci su corner e al 28' spunto di Vucinic che evita Ferdinand e tira alto dal limite. Manchester quasi sempre con almeno 9 giocatori dietro la linea della palla, intenti solo a contenere e lasciando pochissime occasioni alla Roma. Tutto in attesa di un nostro errore, o della sorpresa che purtroppo arriva puntuale al 39' con Rooney, il quale lavora un buon pallone e apre per Scholes, lasciato solo sulla destra: pronto il suo morbido cross al centro, sul quale Cristiano Ronaldo stacca di testa anticipando Cassetti e mettendo in gol.
La Roma ha il merito di non disunirsi, di non sbandare dopo la mazzata e dopo 2 minuti ecco Vucinic che controlla di petto, entra in area sulla sinistra, ci fa alzare tutti in piedi, ma mette incredibilmente fuori il diagonale di destro.
I primi 20' del secondo tempo vedono una Roma sempre padrona del campo, ma ancora più convinta e caparbia. Per due volte Tonetto va vicino al gol prima mancando la porta da pochi metri, poi impegnando Van der Sar che devia sulla traversa. Poi è Panucci a sprecare banalmente di sinistro una palla spiovente a 3 metri dalla porta, concludendo direttamente in curva sud. Ma la Roma è sempre lì. Entra Giuly, al posto di Taddei e si fa subito vedere con un bel cross rasoterra che taglia fuori la difesa, ma che non viene finalizzato dai nostri. Poi ancora Vucinic, che di testa devia su corner, ma Van der Sar è superlativo e con un gran riflesso neutralizza.
Viene il dubbio che forse non è serata... dubbio che viene subito fugato dall'incredibile raddoppio del Manchester.
Park rimette al centro di testa un cross dalla destra, Doni sbaglia banalmente l’uscita, la palla rimane lì, a due metri dalla porta spalancata e Rooney fa 2-0. Stavolta la Roma accusa il colpo, sbanda paurosamente e gli "implacabili" di cui sopra sembrano poterne approfittare. Un tiro dalla distanza di Cristiano Ronaldo, finisce sul palo esterno. Il portoghese poco dopo, sfiora la traversa con un'altra botta da fuori e Carrick si divora letteralmente il 3-0 mettendo fuori una palla "basta spingere" dal centro appena fuori dall'area. La Roma prova ancora con orgoglio, ma sembra mancarle quella spinta che si era vista nei primi 20'. L'ultimo quarto d'ora è tutto della curva sud, che aiutata da gran parte dello stadio, canta come se avessimo vinto noi: Roma Roma Roma, La società dei magnaccioni e Che sarà sarà... Un segno di maturità? Sicuramente da applausi, come quelli che molti giocatori a fine partita vanno a regalare insieme alle maglie. Bravi tutti.
Finisce qui forse, il nostro cammino in Champions League. Tra una settimana, a meno di un miracolo, si chiude il film che anche quest'anno sembrerebbe vedere l'Old Trafford prima dei titoli di coda... ma noi nei miracoli ci crediamo.

LO "STILE" INGLESE
Adoriamo l'Inghilterra, ma proprio non ci piacciono certi inglesi.
Senza generalizzare nè considerare un popolo tutto allo stesso modo, si sa che c'è il bene e il male dappertutto, possiamo però dire che di alcuni di loro non sopportiamo la spocchia, il loro sentirsi sempre superiori, la loro finta moralità, il loro voler insegnare al mondo intero come ci si comporta, spesso dimenticando gli innumerevoli scandali nei quali risultano coinvolti di continuo... Scandali che fanno a schiaffi con la loro presunta rettitudine, quella che in molti predicano alla luce del sole e che invece dimenticano già dalle 17 del venerdì quando, forse per tradizione, si vanno ad ubriacare. E non è un'esagerazione. Nei miei trascorsi londinesi ho visto scene di uomini in giacca e cravatta, persone che qualche ora prima ti mettevano in imbarazzo per la loro britannica educazione e rigore morale, far fatica a stare in piedi, farfugliare frasi incomprensibili, devastati e rincoglioniti dalla quantità industriale di alcool ingurgitato. Ma fateci il piacere!
Detto questo, stavolta non è come nella precedente occasione Sir Alex (anche lui moralista e moralizzatore convinto) il destinatario della nostra considerazione sull'English Style, ma quei giornali inglesi che alla vigilia della sfida e il giorno dopo la stessa, hanno infierito sui Romani e su Roma. Giornali che pubblicano vademecum per i loro tifosi, li avvertono dei "pericoli" che si nascondono ad ogni angolo di Roma, dei truffatori di mestiere e di quelli "occasionali", dei tassisti truccatori di tassametri... Insomma, dipingendo Roma come una città di ladri, di malfattori e di delinquenti abituali. Considerato il "pulpito" da cui la predica proviene, la cosa ci fa ridere e incazzare al tempo stesso. Sarebbe opportuno che certe lezioni di stile, certi insegnamenti di educazione civica, venissero riservati agli ubriaconi che anche in quest'occasione hanno invaso Roma Caput Mundi e non alla città che anche stavolta li ha ospitati e trattati come persone e non come forse avrebbero meritato alcuni, da animali.
Grazie Roma, sei stata meravigliosa anche questa volta. Adesso vedrai come ci tratteranno loro...


Cagliari-Roma 1-1

STORARI-ROMA 1-1
Che la partita non sarebbe stata facile, lo temevamo. Incontriamo nell'anticipo pomeridiano u
n Cagliari in ripresa sul campo e fuori, grazie anche ai 3 punti che la Corte di Giustizia Federale le ha restituito il 26 marzo, punti che gli erano stati tolti dalla Disciplinare per aver violato la clausola compromissoria nella vicenda Grassadonia, che rivede possibile la permanenza in A.
Grande protagonista della partita il portiere dei sardi, quel Marco Storari tifoso dichiarato della Roma e migliore in campo oggi grazie ad una serie di buoni e decisivi interventi, che nega la meritata vittoria ai giallorossi. Storari sicuramente, ma anche tanta sfortuna e la solita imprecisione dei nostri, a nostro avviso le uniche ragioni di questo pareggio.

La gara parte subito male con uno sfortunato autogol di Ferrari, autore peraltro di una buonissima prestazione, che mette dopo 3' la Roma in svantaggio. Ma da lì in avanti, fino alla fine del tempo, si assiste ad un monologo giallorosso, con grande possesso palla, fraseggi e velocità, ma con scarse precisione e cattiveria sotto porta. Il pari meritato arriva grazie ad una punizione calciata magistralmente dal Capitano allo scadere dei primi 45'.
Nella ripresa ancora occasioni fallite di un soffio, una delle quali capitata sui piedi di Aquilani e sciupata stupidamente con un assurdo tentativo di colpo di tacco. A proposito di questo sarebbe opportuna una "tirata d'orecchi" di Spalletti al nostro Principino, il quale dovrebbe capire che certe finezze vanno fatte sul 3-0 e non quando la vittoria ancora non è sicura. Fortunatamente, grazie anche al risultato di Lazie-Inter, le nostre speranze sono ancora intatte a -4 dalla vetta. Ripensando però ai 3 punti mancati per troppa sufficienza...

MA ANCHE IL "VOLEMOSE BENE" FINISCE 1-1
Nell'altro anticipo, quello serale, l'altra sfida da tener d'occhio. Importante per noi e per loro, dal cui risultato poteva dipendere l'assegnazione dello scudetto. In campo Lazie-Inter, sapendo già del pareggio tra Roma e Cagliari. Magìe del calendario infatti, l'Inter potrà giocare le sue prossime gare sapendo già il risultato della Roma... che jella eh?
Diverse le schermaglie dialettiche che hanno preceduto questa partita in settimana, con laziali (tifosi e tesserati) a preferire di gran lunga l'Inter alla Roma, per la conquista del campionato e con la nostra sensazione-convinzione che i cugini di campagna non avrebbero infierito nè in campo nè sugli spalti, sui loro gemellati.
Dati i presupposti, il piano anti-Roma, vedendo anche lo sviluppo della gara e l'impegno in campo di alcuni, ci è sembrato potesse anche andare a buon fine.
Il gol di Crespo dopo 11 minuti infatti, poteva essere l'inizio di una goleada, salvo poi invece rivelarsi l'unica cosa che l'Inter è stata in grado di produrre nei 90 minuti.
Alla fine, il risultato (1-1) premia solo i nerazzurri, decisamente inguardabili ad eccezione del portiere e che alla luce di quanto mostrato in campo, meritavano di perdere con almeno 2 gol di scarto. Il gol di Rocchi invece, giusto pareggio, ma immeritato premio ad un trio di attacco (con Pandev e Bianchi) ridicolo e decisamente inferiore per impegno e cattiveria agonistica, a quello che ha affrontato la Roma. VERGOGNA!


Roma-Empoli 2-1

HA VINTO L'OLIMPICO.
Dopo lo splendido gol di Tonetto, il primo in maglia giallorossa per lui e la risposta all'inizio ripresa del solito Giovinco, ecco che dal cilindro del signor Gava esce la magìa che poteva costarci cara. Un'assurda espulsione comminata a Perrotta ci lascia in 10 e senza parole al 12' del secondo tempo. Senza parole quindi, solo parolacce all'indirizzo di un arbitro che ci è sembrato messo lì proprio con quell'intento. Saremo maligni, ma a volte a pensare male ci si azzecca. Molte le sue decisioni che, tutto sommato, ci hanno fatto pensare al solito disegno pro-Inter, impegnata nel posticipo in casa con la juventus (mica baubau miciomicio) sfida nella quale ci potrebbe essere anche un possibile passo falso dei nerazzurri e allora... Allora intanto cacciamo via Perrotta per un fallo tattico che al massimo poteva valere l'ammonizione, ma mai il rosso diretto. Mettiamoci poi le ammonizioni a De Rossi e Vucinic ed ecco che quello che non è riuscito oggi, potrebbe riuscire sabato prossimo con il Cagliari, dove andremo senza tre pedine fondamentali. Ma al Cagliari ci penseremo poi. Adesso godiamoci questa vittoria e questi 3 punti che ci riavvicinano (siamo a -4) all'Inter, aspettandone il posticipo serale. Una vittoria nella quale il pubblico dell'Olimpico ha avuto una parte fondamentale. La consapevolezza dell'ennesima ingiustizia che si stava perpetrando nei nostri confronti, ha scatenato il tifo giallorosso come non mai. Dopo l'ingiusta espulsione di Perrotta e fino alla fine della gara, l'urlo dell'Olimpico si è levato continuo, incessante. La squadra, seppur ridotta in 10, ha trovato in questo stimoli superiori ed è riuscita con il gol di Panucci a vincere, nonostante l'arbitro. Complimenti comunque all'Empoli, buonissima squadra che è venuta a Roma per giocare la sua partita e che in più di un'occasione ci ha messo in grande difficoltà. Il pareggio al quale aveva costretto la juve mercoledì scorso, non è venuto per caso quindi, ma la dice lunga sulla forza della squadra toscana. Se solo il loro allenatore cambiasse parrucchiere, o almeno si pettinasse...

LA JUVE CI RIAVVICINA...
Ci credevamo, l'avevamo sperato, l'abbiamo vissuto in diretta davanti alla TV e, come mai prima d'ora, a tifare juve. Incredibile, così come la gioia provata al primo gol di Camoranesi, partito con un metro di fuorigioco. Gol irregolarissimo, ma convalidato tra le proteste nerazzurre. Rubare a casa dei ladri, che soddisfazione! Il secondo gol di Trezeguet, questo invece regolare, li mette in ginocchio. Il 3-0 mancato due volte in maniera clamorosa dalla coppia Del Piero-
Trezeguet, poteva significare la loro definitiva umiliazione e ci da la dimensione dello stato di "cottura" della banda del Mancio. Hai voglia a mettere in campo attaccanti come piovesse. Dopo Ibra e Cruz, il grande stratega fa entrare pure Suazo e Balotelli... per un momento ci è sembrato di rivedere Carlos Bianchi in panchina. L' 1-2 finale ci lascia sì la juve 6 punti dietro, ma ci avvicina decisamente alla vetta. A -4 tutto si rimette in discussione. Crediamoci.

...E LA LAZIE SI RIALLONTANA.
Tornano a -27. Svanito il sogno di Pulcinella, il risveglio riporta i poveri cugini di campagna alla loro triste realtà. Sconfitti a Firenze, dove l'arbitro vede e punisce con il cartellino rosso le entrate pericolose di Mutarelli, a differenza di quanto visto mercoledì nel derby... Così Pazzini li purga e li rimanda a casa. Sabato prossimo hanno anche l'occasione per prendere l'ennesima sveglia, in casa con l'Inter. Così potranno dire che lo scudetto sono loro che non ce l'hanno fatto vincere... Poveracci.


Lazie-Roma 3-2

A MENTE FREDDA...
...dopo una voluta pausa di riflessione, onde evitare commenti che avrebbero sicuramente risentito della brutta serata passata. Di quella festa del papà rovinata, di quel bignè di San Giuseppe che inesorabilmente "torna su" al gol di Behrami, del sonno perso a vedere in televisione "riflessi filmati" e sentire commenti più o meno di parte...
Meglio a mente fredda quindi. Dove la considerazione che più ci viene di fare è quella di aver visto una Roma troppo morbida e incapace di far fronte alle situazioni maschie che si vengono a creare ad ogni derby. Quello vinto all'andata è solo l'eccezione che conferma la regola. La regola che vede una Roma troppo tecnica, troppo tattica, troppo estetica e poco fisica, poco cattiva e poco propensa allo "scontro di attributi".
Di contro, la lazie del "Forrest Gump de noantri" (meravigliosamente ridicola la sua corsa sotto la nord, dopo il gol vittoria), fa delle nostre mancanze le sue armi principali. Mai alla ricerca della giocata di fino, anche con i suoi giocatori più tecnici, ma assolutamente pratica, cattiva e attenta a sfruttare il minimo errore avversario. Non è certo un elogio ai cugini di campagna, quello che vogliamo fare con queste parole, ma solo quello che vorremmo almeno in queste occasioni vedere proposto anche dai nostri. Più del tacco e della giocata, a volte vorremmo il calcione... la zampata. I 27 (e dico 27!) punti di differenza che c'erano tra noi e loro, hanno forse fatto sì che qualcosa scattasse nella mente dei nostri e facesse loro pensare di aver già vinto prima di giocare, o quantomeno condizionasse in negativo il loro atteggiamento in campo. Superficialità, poca convinzione, inesistente cattiveria agonistica, sono a nostro avviso, i tre motivi fondamentali della sconfitta. Viceversa, è la storia degli ultimi anni, i cugini di campagna hanno come obiettivo primario (o meglio, l'unico della loro stagione) il derby. La differenza tra noi e loro è data ancora una volta dalle diverse motivazioni: solo 3 normalissimi punti per noi e la "partita della vita" per loro. Tutto il resto è fuffa.
Errata corrige: altro obiettivo fondamentale dei burini, parlando ora dei tifosi, è non veder vincere lo scudetto alla Roma. Quello striscione "Scudetto Game Over" comparso in curva nord e prontamente ripreso dall'idiota che ci ha mandato un sms a fine partita, è l'esatta misura della loro pochezza. Vivono della nostra luce e possono gioire solo per le nostre "disgrazie". È una certezza questa, che viene dopo una mattinata lavorativa consumata a sentir parlare di calcio gente che il calcio l'aveva dimenticato... Per loro sono soddisfazioni pure queste. Poveracci
.

MA L'OCCASIONE NON L'ABBIAMO PERSA NOI.
La Roma per uno strano incrocio astrale-televisivo (cosa che faranno in modo non capiti più da qui alla fine del campionato, vedrete) gioca con 45' di ritardo rispetto al resto delle squadre. Abbiamo quindi l'occasione di giocare il nostro secondo tempo, sapendo già il risultato di Genoa-Inter. Partita alquanto strana e dal sapore "acchittato", vista la decisione di lasciare in panchina Borriello, capocannoniere della serie A.
Il nostro inizio di gara coincide così con il riposo della partita di Marassi, dove l'Inter è in vantaggio 1-0. L'ingresso in campo per il secondo tempo del derby quindi, sancisce la fine delle ostilità a Genova, dove proprio un gol di Borriello (fatto entrare a furor di popolo ad inizio ripresa) pareggia quello di Suazo e fissa il risultato 1-1.
A questo punto si aspettava un'assalto della Roma, che inizia bene e alla prima azione libera Perrotta al limite dell'area che però fallisce la mira e manda a lato il diagonale del possibile 2-1. Occasioni più o meno limpide si susseguono da entrambe le parti fino alla "perla di Morganti", l'unico che riesce da 20 metri a vedere (forse più esattamente a inventare) un fallo da rigore di Juan su Bianchi. Così è la Lazie ad andare 2-1, ma se l'Inter avesse vinto a Genova, chissà se quel rigore sarebbe stato concesso. Siamo maligni? Chissà...
La Roma però non molla e dopo 4' con Perrotta, servito dal Capitano, rimette le cose a posto e fa 2-2. Manca mezzora e c'è ancora tutto il tempo per vincere, ma la partita sembra scivolare verso un pareggio inesorabile, anche se con diverse occasioni da ambo le parti. Un appunto a Spalletti forse va fatto per le tardive sostituzioni, tutte nel secondo tempo, di un esausto Taddei (July al 21'), del rientrante da infortunio Cassetti (Panucci al 43') e di Vucinic (Mancini al 39'). Gli ingressi in campo dei sostituti non riescono quindi a dare la scossa alla partita e ci si predispone tutti ad un pareggiotto che sembra inevitabile. Ma come nelle migliori tradizioni, l'ennesima distrazione difensiva regala a Behrami la palla per la beffa finale. Gol laziale e Forrest Gump de noantri sotto la curva nord.
Il destino concede anche il modo, a Morganti, di farsi perdonare la nefandezza commessa con il rigore concesso alla Lazie. Totti viene sbattuto per terra in piena area, per il più sacrosanto dei rigori, ma tra noi e il risultato c'è ancora l'arbitro marchiciano che lascia correre e sancisce di fatto la nostra sconfitta.
CONSIDERAZIONI: eravamo a -6 prima e siamo a -7 ora. L'occasione più grossa l'ha forse persa l'Inter, che con una vittoria sarebbe arrivata a +9. Saremo matti, ma secondo noi tutto ancora può succedere, Morganti o no
.


Roma-Milan 2-1

PIÙ FORTI DI TUTTI E DI TUTTO...
"Il più bel Milan della stagione", come l'hanno definito in molti. "E te pareva!" diciamo noi. Di sicuro u
na grande prova del Milan sceso in campo per vincere, con tutti i sentimenti, con grande determinazione, siamo noi i primi ad ammetterlo. Ma altrettanto grande, straordinaria, immensa, ci sia concesso dirlo, è stata la prova di carattere e di forza fornita dalla Roma, sotto di un gol a meno di un quarto d'ora dal termine, ma protagonista di una rimonta micidiale consumata in tre minuti. Ma questo non è stato sottolineato con la stessa forza e la stessa veemenza dai soliti scendiletto televisivi, tutti presi all'unisono ad esaltare le gesta dei rossoneri e della loro immeritata sconfitta. Potere della televisione. L'ignaro telespettatore capitato per caso durante i commenti post partita, viene letteralmente "indirizzato" dalla disamina a senso unico emanata dai soggetti di cui sopra.
Fa niente, ci dispiace per chi non ha occhi per vedere e capire da solo ciò che succede in campo, ma ci piace veder rosicare e morire d'invidia certi personaggi che potremmo definire semplicemente meschini e che niente potranno fare per impedirci di apprezzare e voler bene a questa Roma. Ciao 'nvidiosi, ROMA CAPUT MUNDI ve saluta...

ORGOGLIOSI DI ROSELLA.
La notizia che un fantomatico gruppo americano abbia presentato un'offerta per comprare la Roma, guarda caso, arriva sempre alla vigilia di partite importanti. Era già successo prima e accade, guarda un po', anche oggi prima di Roma-Milan. Un'occasione ghiottissima per chi, con l'alibi del giornalismo, vuole arrecare disturbo alla squadra che sta dando fastidio ai "quartieri alti". Ogni intervista a Rosella Sensi, su tutte le televisioni stasera, iniziava o terminava con la domanda:"Cosa ci dice riguardo l'offerta ricevuta dagli americani?"
Lo stile, la cultura e l'educazione del nostro Amministratore Delegato sono continui esempi di dignità e signorilità, dai quali in molti dovrebbero trarre insegnamento. Dimostrazioni alle quali non siamo assolutamente abituati nel panorama calcistico italiano, dove di solito la fanno da padroni buzzurri e rosiconi (nessun riferimento a Galliani, Lotito o Mancini...)
Il siparietto al quale SKY ci ha costretto ad assistere nel dopo partita nella fattispecie, è quanto di più maleducato e irriguardoso una mente malata possa concepire, nei confronti di una donna innanzitutto, ma di un Amministratore Delegato, di una squadra e di una tifoseria che comincia ad averne piene le palle di certi trattamenti mediatici. Il personaggio in questione (non ne facciamo il nome per non farlo sentire importante, povero giullare televisivo, ma è quello con la testa di un uomo di 2 metri sul corpo di un nanerottolo), nonostante i continui tentativi di svicolare della Sensi, dei suoi continui rimandi al comunicato di smentita che sarebbe uscito l'indomani, non sentiva ragioni e incalzava in una maniera che definire pesante è un eufemismo. Addirittura arrivando alla presa in giro, quando Rosella chiedeva di parlare della partita appena conclusa, prontamente stigmatizzata dalla Sensi che evita di replicare al provocatore, ringrazia tutti ed esce di scena con classe. Brava Rosella.


Sorteggio dei quarti di Champions League: è ancora Roma-Manchester

14 MARZO 2008 - SORTEGGIO A NYON
Avversario non facile, ci viene da dire, forse il peggiore che potesse capitarci. Ma siamo sicuri che anche loro non siano proprio contentissimi di questo abbinamento. Nel caso lo fossero invece, speriamo di far loro cambiare idea quanto prima.
In ogni modo la vera squadra da evitare, la "mina vagante" del sorteggio di Nyon, a nostro avviso, era proprio la Roma. Dopo l'avvenuta estrazione del primo quarto di finale: Arsenal-Liverpool, quando dall'urna è "uscita" la Roma, immaginiamo che i rappresentanti delle altre squadre in lizza abbiano incrociato le dita per non essere abbinati a noi. Sono piccole soddisfazioni, ma fanno piacere anche queste.
Affronteremo il Manchester Utd, nei quarti... come l'anno scorso. L'andata all'Olimpico e il ritorno all'Old Trafford... come l'anno scorso.
Magari però, l'esito finale sarà diverso... quest'anno. Confidiamo nei nostri Lupi.


Inter fuori dall'Europa!

UN ALTRO REGALO, PER IL CENTENARIO...
Anche il Liverpool partecipa alla festa nerazzurra (a proposito, complimenti al genio che ha predisposto bisbocciate e festeggiamenti vari, alla vigilia di un impegno così delicato e decisivo) e regala una bella pappina confezionata da El Ninho Fernando Torres (con l'aiuto fondamentale di Chivu) alla squadra che tremare l'Italia fa. Ci viene il dubbio che forse con un arbitro italiano le cose sarebbero andate diversamente... Che maligni che siamo. A fine partita il Mancio annuncia che a giugno lascerà l'Inter e, sembrerebbe, l'Italia. I regali per l'Inter non finiscono mai...


Napoli-Roma 0-2

IN 60.000 CONTRO 11...
Pensavano di metterci paura,
pensavano che impedire ai nostri tifosi l'accesso allo stadio bastasse;
pensavano che avremmo avuto paura di 60.000 tifosi tutti napoletani;
pensavano anche che dopo averlo riaperto domenica scorsa, oggi avrebbero richiuso il campionato... pensavano.

SOLO 80 SECONDI
Ma dopo appena 80 secondi tutto si sgretola, tutte le loro convinzioni vengono meno. 80 secondi e il Capitano libera Perrotta per un rapido, perentorio e limpidissimo 1-0. Bello il Napoli, non c'è che dire. Si capisce anche come abbia fatto domenica scorsa ad aver ragione dell'Inter, sovrastandola e dominandola per 90', ma oggi di fronte non c'è la "multinazionale dell'aiutino", oggi c'è la Roma. Una Roma forte, concentrata, perfetta come la vuole Spalletti, padrona assoluta del campo, quasi mai in difficoltà e, al contrario, capace di creare almeno altre 5 o 6 nitide palle gol, sventate da Gianello o fallite di poco. Il Capitano può anche festeggiare le sue (prime) 500 partite in giallorosso con il gol numero 13 in campionato. Gol che arriva all'inizio del secondo tempo, grazie ad un rigore concesso per netta trattenuta in area ai danni di Cicinho. Rigore netto il nostro, non come quelli che danno all'Inter...
Un'altra vittoria quindi, al San Paolo come al Bernabeu, altri 3 punti per rincorrere un sogno.

UN ALTRO REGALO, PER IL CENTENARIO...
Sabato faceva 100 anni l'Inter. I festeggiamenti sono iniziati dopo la partita, subito dopo aver scartato i regali... Manco a dirlo, il regalo più bello lo porta come al solito l'arbitro che stavolta è Brighi: un rigore (l'ennesimo) che spiana la strada alla multinazionale dell'aiutino, da oggi in poi la chiameremo così. Un tuffo di Cambiasso, dopo un fallo che semmai ci fosse inizia fuori area, "trae in inganno" l'arbitro che viene "indotto" a concedere la massima punizione, come nella miglior tradizione nerazzurra 2007-2008...
De Rossi:"Se le cose fossero andate come era giusto, avremmo qualche punto in più... Le vittorie dell'Inter non dipendono dalla Roma. E neppure dall'Inter..."
Moratti: "La pazienza ha un limite. Un conto è avere pazienza e un conto è perderla. Io, stasera, sono abbastanza stanco da perderla velocemente, quindi preferirei non sentire più queste cose" Sta perdendo la pazienza... Dobbiamo aver paura?


CHAMPIONS LEAGUE - RealMadrid-Roma 1-2

UNA LEZIONE DI CALCIO
La Roma non fallisce l'appuntamento con la storia e con una grandissima prova, una "partita perfetta", come l'hanno definita in molti, espugna ancora una volta come in quel 30ottobre2002, lo stadio di Madrid. Ancora una volta senza patire il "miedo scenico", quella paura che attanaglia gli avversari che scendono al Santiago Bernabeu e impartendo alle "merengues" ed al loro allenatore sbruffone, una vera e propria lezione di calcio. Una partita attenta la nostra, senza le solite sbavature, senza inutili leziosismi, straordinariamente determinata e fatalmente concreta. Forse è qui, in questo stadio magico, che troviamo la consapevolezza di essere diventati grandi e di potercela giocare con tutti. Due gol e altrettanti legni colpiti a portiere battuto, rendono ancora più limpida e netta la vittoria. Il gol di Raul invece, quello che ha dato il temporaneo pareggio al Real, era viziato da evidente fuorigioco... sembrava di giocare contro l'Inter.
Straordinaria la prova di tutta la squadra, nella quale facciamo sinceramente fatica a trovare il migliore, e di Lucianone nostro, che ha azzeccato tutte le sue mosse e le contromosse a quelle di Schuster per regalarci questa fantastica serata. BRAVI TUTTI !

GRAZIE ALESSANDRO LUCCI !
I ringraziamenti ai ragazzi, all'allenatore e alla società che tanto ha fatto per arrivare a questo, sono dovuti. GRAZIE A TUTTI !
Un grazie particolare però, ci sentiamo di rivolgerlo al procuratore che ha portato a Roma (oltre a Juan) prima Taddei e poi Vucinic. Grazie ai loro gol, stasera espugnamo Madrid e approdiamo ai quarti di finale. Alessa', se c'hai qualcun altro... portacelo.


Roma - Parma 4-0

I VALORI EMERGONO.
Poco da dire stavolta: una vittoria limpida, tranquilla, sontuosa.
Un 4-0 che si commenta da solo e che ancora una volta ci fa dire "Quanto sei bella Roma!"
Nonostante le tante assenze: per scelta tecnica in vista di Madrid (De Rossi), per squalifica (Mexes by Rosetti) o per guai fisici (Pizarro, Juan e Cassetti), la Roma schierata oggi da Spalletti ha avuto ragione di un sì buon Parma, ma decisamente inferiore per valori tecnici e rabbia "agonistica". Se pensiamo che questo Parma, senza le discutibili decisioni di Bergonzi, aveva battuto l'Inter 2-1...
Visto? Se l'arbitro non ci mette lo zampino, se con il suo operato non interferisce, se si limita a fare bene il suo lavoro, i veri valori escono fuori.

E LA SERA DOPO A NAPOLI...
L'Inter è in debito d'ossigeno praticamente da dopo la sosta natalizia, ma finora grazie alle ormai note "strane" decisioni arbitrali, la compagine nerazzurra è riuscita a sopravvivere e mantenere il vantaggio in classifica.
Ma a Napoli l'incantesimo si rompe. Quello che Rosetti ha evitato mercoledì, si è verificato domenica sera. Ciò che da tempo doveva accadere è finalmente accaduto. Grazie alla straordinaria partita giocata dal Napoli e soprattutto, alla perfetta prova offerta dall'arbitro Rizzoli, autore tra le altre cose di un "fischio d'autore" al 75', quando ha (finalmente uno!) concesso un rigore contro l'Inter. Rigore sicuramente non sacrosanto: Julio Cesar in uscita prende anche la palla, oltre al piede di Gargano, ma di certo non scandaloso, nonostante quello che nei soliti commenti ultrafaziosi ci hanno lasciato intendere. Rigore peraltro ininfluente in quanto neutralizzato dall'estremo difensore interista, unico della sua squadra a meritare elogi e che, grazie ad una prestazione semplicemente fantastica, ha evitato che il passivo assumesse dimensioni drammatiche. Il rigore parato a Zalajeta è quindi un dettaglio, solo la cima dell'iceberg della pochezza nerazzurra stasera. Pochezza che ritroviamo nelle interviste a fine gara, dove ci si lamenta del rigore appunto e di una mancata espulsione per una gomitata a Balotelli...
Che piagnoni questi intertristi!


Inter-Roma 1-1   (UN FURTO DI ROSETTI)

BRAVI! VE LO POTETE TENERE, QUESTO SCUDETTO DI CARTONE.
Di cartone come e più di quello che avete vinto grazie alle sentenze di calciopoli, come e più di quello che avete vinto l'anno scorso, praticamente senza avversari, dove solo una vera antagonista (la ROMA) poteva tenervi testa, se solo avesse potuto disporre di una rosa più ampia. Di cartone come la faccia di chi continua ad osannare le gesta di una squadra oramai praticamente "alla frutta" e che si mantiene a galla solo grazie agli aiuti arbitrali. Di cartone come la faccia di chi giudica e proclama vincente il vostro allenatore, anche quando (come ieri sera) sbaglia di tutto e di più. Di cartone come la faccia di Rosetti che vi ha regalato l'immeritato pareggio e, forse, lo scudetto (di cartone).
CI FATE SCHIFO !

NON CADIAMO NEL TRABOCCHETTO.
Perchè la Roma deve assolutamente stra-vincere per riuscire di portare a casa la vittoria? Perchè non ci può bastare un semplice 1-0 ?
Usiamo la testa, la nostra, non ci facciamo prendere in giro da questi soloni, da questi zozzoni. Non diamo ascolto alle loro chiacchiere alle loro cazzate gratuite (gratuite per noi, non per loro che vengono pagati "a cazzata"), non cadiamo nell'inganno di chi ci vuole far credere che il motivo di questo pareggio va ricercato solo nel nostro sprecare occasioni per chiudere la partita, nelle varie palle gol non sfruttate dai nostri. NO! Non è questo il motivo! Almeno stasera, NO!
Il vero motivo va chiesto all'arbitro che con la sua condotta ha falsato la gara e il risultato. Un arbitro recidivo con noi, assoluto protagonista sempre in un Roma-Inter. Un arbitro che ahinoi, ci rappresenterà agli europei, un arbitro parziale, fazioso, spocchioso... un arbitro da "prima repubblica"! Dopo non aver espulso Burdisso per le sue entrate da codice penale e dopo non aver mai ammonito Crespo per almeno 3 simulazioni vergognose alla ricerca del rigore "salva chiappe", arriva all'espulsione di Mexes grazie a due assurde ammonizioni, in meno di 5 minuti.
Un capolavoro! Lo scudetto di cartone, se arriverà, passa anche da qui, da lui. Grazie Collina.


Roma-Fiorentina 1-0

TUTTO A POSTO...
Con la vittoria di oggi, ma soprattutto grazie all'anticipo di ieri sera a Reggio Calabria, per noi le cose in classifica si rimettono a posto. La Roma batte una buona Fiorentina e centra la vittoria grazie alla prima rete in maglia giallorossa di Cicinho e ad una prova finalmente "cinica", senza i soliti tanti fronzoli ai quali ci eravamo abituati. Ci troviamo ora a -9 dall'Inter, fermata oggi sull'1-1 dalla Samp, ma soprattutto con un +4 sulla juve, battuta 2-1 dalla Reggina nell'anticipo serale, in una partita che ha scatenato le ire del "popolo bianconero".
Delle ire bianconere poco ci importa, troppo presi da questa nostra bella Roma. Non ancora perfetta intendiamoci, a nostro avviso ancora lontana da quella ammirata per gran parte della stagione, ma anche oggi straordinariamente efficace. Prossimo impegno mercoledì, nel turno infrasettimanale di campionato, dove incontreremo l'Inter. Non diciamo niente...

POVERA JUVE DERUBATA...
Una levata di scudi unanime. Oltre a tutti i diretti interessati: giocatori, allenatore e dirigenza bianconera, si levano all'unisono le considerazioni di commentatori, telecronisti, opinionisti, cazzari e leccaculo vari dell'etere e della tv. Tutti pronti a salire sul "carro bianconero", tutti azzerbinati, tutti d'accordo nel giudicare scandaloso l'arbitraggio di Dondarini, tutti d'accordo nel compatire la juve, poverina, derubata dal Donda. Proprio quel "Donda", inquisito durante calciopoli per presunti favori alla juve...
Fermo restando il fatto che l'arbitraggio nelle decisioni fondamentali, ha probabilmente danneggiato i bianconeri, ci piace ricordare i 40anni e oltre (alcuni provati, altri non ancora) di furti perpetrati ai danni di tutte le squadre, grandi e piccole. Non ci sembra di ricordare in proposito commenti sdegnati, o lettere aperte alla FIGC o all'AIA, per un rigore negato.
Per quanto ci riguarda, la goduria è enorme. Vederli incazzati, sentirli piangere, lamentarsi degli arbitri, chiedere addirittura tutela alle istituzioni, ci fa godere da matti, anche se non ci restituisce quello che in tanti anni CI HANNO RUBATO!!!


Roma-Real 2-1

ANCORA VIVA, ANCORA ROMA
Viste le ultime uscite, il timore di vedere stasera interrotto il cammino della nostra amata in Champions, era fin troppo legittimo. I tristi recenti segnali di abbassamento del rendimento ricevuti, non facevano presagire niente di buono. Troppe pedine importanti di questa Roma, a parer nostro, sono in ritardo di condizione fisica. Da qui avevamo detto che contro il Real ci sarebbe stato bisogno di un'altra Roma rispetto a quella vista ultimamente e fortunatamente un'altra Roma è scesa in campo stasera.
Niente di straordinario intendiamoci, niente in confronto a quanto questa squadra ci ha fatto vedere nei momenti migliori della stagione, ma giusto il necessario per non soccombere di fronte ad una squadra "galactica" come il Real Madrid. Per onestà poi, bisogna anche dire che gli spagnoli arrivavano all'Olimpico senza diversi importanti titolari (Robinho, tanto per dirne uno) e che, nonostante tutto, sono venuti a Roma per giocarsi le loro chances.
Grande merito va comunque dato ai nostri che, passati in svantaggio dopo appena 8 minuti, hanno avuto la forza e la capacità di non disunirsi, di rimanere compatti e concentrati fino a raggiungere e superare gli avversari. BRAVA ROMA!
Ma la sfida non è chiusa, l'obiettivo non è ancora raggiunto. La sfida con il Manchester dello scorso anno insegna. Stesso infatti è il risultato dell'andata a Roma: 2-1. Addirittura l'arbitro di oggi è lo stesso dell'andata con il Manchester, tanto per non dimenticare...

MICA È COLPA NOSTRA SE IN EUROPA NON VI FANNO REGALI...
..."Nun sputa' mai per aria" mi diceva nonna mia, pace all'anima sua. Un consiglio che, nel corso della mia vita ho sempre seguito. Purtroppo
non tutti hanno avuto la fortuna di avere nonne così sagge e dispensatrici di buoni insegnamenti. Quello che pare certo, è il fatto che detti consigli, al protagonista involontario di "una vita da mediano", la celebre canzone di Ligabue, nessuno li abbia mai dati. Quel signore tempo fa, forse stufo di sentirsi dire che la sua Inter riceve "regali" in campionato, ha pronunciato l'infelice frase: "non è colpa nostra se la Roma perde 3-0 col Siena..." Come se qualcuno avesse mai messo in discussione la sconfitta giallorossa.
Stasera però, i nodi tornano al pettine. Lo squadrone inarrestabile che in Italia vince non solo per i propri indiscutibili meriti, ma usufruendo spesso e volentieri di "aiutini" arbitrali più o meno sfacciati, in Europa trova invece qualche difficoltà. La sconfitta di questa sera all'Anfield Road, unita all'espulsione (addirittura ingiusta, dicono...) di quella verginella di Materazzi, rende giustizia e ragione al titolo di cui sopra e cosa ancora più importante, avvicina di molto questa Inter a quella Juve
... Mica è colpa nostra...


Juventus-Roma 1-0

SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO...
Iniziava oggi, 16 febbraio con Juve-Roma, il "ciclo terribile" della Roma. E il primo impegno, il buongiorno appunto, ci vede purtroppo sconfitti.
Inizia quindi male la serie ravvicinata di importanti impegni che ci vedrà poi affrontare nell'ordine: martedì 19 il Real Madrid per gli ottavi di finale di Champions League, domenica 24 la Fiorentina, mercoledì 27 l'Inter, sabato 1 marzo il Parma e mercoledì 5 ancora il Real Madrid in Spagna, nel ritorno di Champions.
Tutto questo, grazie al favorevolissimo calendario da neopromossa, gentilmente predisposto dai signori della stanza dei bottoni, in estate. Calendario che come già visto all'andata, oltre a regalarci scontri importanti in maniera ravvicinata, ci fa incontrare le "grandi" (in particolare quelle non distratte da impegni europei) proprio nel momento in cui le "distrazioni europee" potrebbero averle i nostri... Sarà un caso? Mah! Tutto però sembra arrivare a fagiolo, per far dire ai soliti noti che "...la juve sì, che è una grande..." o sentenziare che "..l'Inter che vince con il Livorno (stavolta, caso strano, senza rigori...) è prima in classifica perchè merita di esserlo... checchè ne diciate!". Comunque, la Roma vista stasera a Torino, anche se sconfitta di misura, non ci fa stare tranquilli per il prosieguo del "ciclo". Oltre al Capitano, fisicamente nemmeno al 50% secondo noi, in molti ci sono sembrati in forma scadente. Molti gli errori di misura nei passaggi, anche i più semplici, quasi sempre in ritardo sulla palla e incapaci di contrastare a dovere il pressing messo in atto dalla juve. Martedì contro il Real ci sarà bisogno di un'altra Roma.

PREGHIERA AL MIO CAPITANO...
Te prego France', lo sai quanto te vojo bene, ma per favore non rilasciare più interviste prima di sfide così importanti. O almeno, se proprio devi, cerca di non promettere più niente a nessuno, niente "purghe", niente "cucchiai", niente...
Non dare più spunti a 'sti zozzoni. Loro non aspettano altro.


IL TUO SORRISO, LO SPOT DEL CALCIO
Non siamo abituati qui a spendere belle parole per chi non veste la nostra maglia, tanto meno per chi spesso e volentieri, in grande amicizia, ci ha pure "purgato". Ma Ronaldo no, Ronaldo è un'altra cosa, Ronaldo non è "un Campione", Ronaldo è "il Campione"... Ronaldo è il calcio, è un uomo al quale non si può voler male, un calciatore della cui maglia non ce n'è mai fregato niente, troppo innamorati delle sue straordinarie magie in campo, di un vero e proprio spot del gioco che amiamo di più. Vederlo in lacrime, soffrire per un altro grave infortunio, ci ha fatto stare male.
Sarà difficile che avvenga presto, ma la nostra speranza, di noi che amiamo il calcio, è quella di rivederlo in campo prima possibile.
In bocca al lupo Ronnie, l
'augurio di cuore che da Romamor ci sentiamo di farti, è quello dell'immagine qui sopra:
TI ASPETTIAMO CAMPIONE. VINCI ANCHE QUESTA PARTITA.


Totti il mio Capitano

SOLO TU SEI IL MIO CAPITANO!
L'hai fatto. Alla tua maniera, con la tua sincerità, la tua schiettezza, senza paura, senza farti problemi, senza pensare alle probabili (quasi certe) "ritorsioni" che questa intervista provocherà. Di questo siamo sicuri, vedrai... Non hai detto che "..l'Inter è la prima ad essere danneggiata.." Hai usato invece le parole che noi stessi avremmo detto e che da altri avremmo voluto sentire pronunciate. Involontariamente hai raccolto il nostro invito di lunedì: quando dicevamo "basta nascondersi, basta fare i signori", denunciando lo scandalo al quale stiamo assistendo.
Forse è per questo che ti amiamo Capitano, perchè sei vicino a noi, perchè sei come noi. Sei il nostro Capitano.
IL VIDEO DI SKY


Roma-Reggina 2-0

NEL RICORDO DI ALE.
Bello lo striscione apparso nel corso di Roma-Reggina in curva sud, nel ricordo di Alessandro Bini, il giovanissimo calciatore appena quattordicenne, morto sabato scorso durante una partita. Una morte assurda. Siamo nel 2008 e non si può morire per un rubinetto incredibilmente posizionato troppo a ridosso del campo di gioco. In questi anni dove le norme per la sicurezza sono alla base di ogni attività, dove in ogni settore le autorizzazioni vengono concesse solo se la sicurezza è assicurata, una giovane vita viene stroncata, sacrificata dalla superficialità e forse dal mancato rispetto delle norme di cui sopra. Che tristezza.

MA IL TIRO DA FUORI È VIETATO?
Dal primo minuto fino (almeno) al gol di Panucci e comunque per quasi tutto il primo tempo, si è vista solo la Roma. Manovra veloce, pressing, tanta corsa e quant'altro di buono, ma purtroppo anche la nostra solita scarsa predisposizione alla giocata semplice e al tiro da fuori in particolare. Contro una squadra avversaria (come del resto sempre accade qui all'Olimpico) totalmente racchiusa nella propria metà campo, dedita al solo contenimento e a chiudere tutti gli spazi, il tiro da fuori (VISTI ANCHE I PIEDI BUONI A DISPOSIZIONE) a nostro avviso può essere l'arma giusta. Pensiamoci.
Il secondo tempo vede la Reggina più intraprendente, vuoi per l'ingresso quasi simultaneo di Makinwa e Amoruso che indubbiamente (l'ex laziale soprattutto) danno qualcosa in più all'attacco calabrese, vuoi per il mutato atteggiamento della Roma, che preferisce attendere e controllare. Il gol di Mancini a un quarto d'ora dal termine, dopo una prima mezzora passata con qualche affanno, chiude definitivamente i giochi. Nell'occasione, grandi elogi (anche da Amantino) alla splendida giocata di Giuly, che si libera di tre avversari in un fazzoletto di campo e tira in porta. Campagnolo respinge, ma Amantino non perdona...

DI NUOVO A -5
Da stasera e per almeno 24ore (l'Inter gioca domani a Catania in posticipo serale) torniamo a -5 dalla capolista. Confidiamo ora nel Catania fresco semifinalista di Coppa Italia. Basta che qualcuno non regali qualche altro rigore all'Inter...


DOVE ERAVAMO RIMASTI ? ...Basta che qualcuno non regali qualche...
NIENTE ILLUSIONI: SI TORNA A -8

Solita storia, l'ennesima vittoria dell'Inter con l'aiuto dell'arbitro.
Il Catania gioca bene e resiste, senza neanche soffrire troppo, per 70 minuti. Ma ecco che dal cilindro del solito arbitro "generoso" arriva l'aiutino che tutti stavano aspettando. Stavolta non un rigore inesistente tipo quello di domenica contro l'Empoli (senza tornare troppo indietro e parlare di tutti gli altri "regali arbitrali" ricevuti dai nerassurri quest'anno), ma un gol di Cambiasso in evidente fuorigioco.
VOGLIAMO INIZIARE A PARLARE DI MALAFEDE?
Perchè nasconderci? Perchè continuare a fare i "signori"? È talmente lampante, ignobile, spudorato, uno sporco sistema che è sempre lo stesso, non ci vengano a raccontare cazzate, perchè tutti abbiamo occhi per vedere quello che sta succedendo e non ci facciamo influenzare da ciò che ci viene raccontato. L'Inter trova molte difficoltà nel superare le barricate che le squadre avversarie le oppongono, ma una volta sbloccato il risultato, con gli spazi che inevitabilmente si aprono, dilaga. Il giochetto al quale abbiamo assistito diverse volte quest'anno, è proprio quello: un rigorino qua, un golletto in fuorigioco la e il gioco è fatto. Basta sbloccare, perchè poi ci pensano i vari Cruz, Ibrahimovic, o
come oggi Suazo, a rendere più rotondo il risultato, a "legittimare" la vittoria interista e a far dire ai soliti leccaculo tele-radio-cartastampata, che "...tanto l'Inter avrebbe vinto lo stèsso..." Lo scudetto, oramai è chiaro, lo vincerà l'Inter. A noi ci rimane solo di sperare in una calciopoli-bis che rimetta le cose a posto...


Siena-Roma 3-0

SCONFITTA SENZA SCUSANTI
Roma troppo molle, senza la grinta e il carattere necessari per poter uscire (almeno) indenni dal Franchi oggi. Una battuta d'arresto, dalle dimensioni troppo evidenti, ma prevedibile e che comunque ci poteva stare. Già dall'immediata vigilia infatti, l'impegno più difficile della giornata, era considerato a ragione quello della Roma impegnata sul difficile campo di Siena. Di certo non quello dell'Inter in casa con l'Empoli e di sicuro nemmeno quello della Juve, impegnata anche lei in casa con il Cagliari ultimo in classifica. L'impegno difficile però, unito alla straordinaria verve messa in campo dai giovanotti allenati da Beretta, non giustifica la prova insufficiente fornita oggi dai nostri. Onori agli avversari, ma una bella tirata d'orecchi ai nostri beniamini. Troppo bene ci hanno abituato finora, per poter "digerire" sconfitte di questa portata.
Mettici pure che non sei l'Inter, che quando sei in difficoltà ti regalano un rigore...
Il riferimento a quanto accaduto oggi al Meazza, non è proprio casuale. Un rigore incredibile, l'ennesimo regalo di questo campionato e anche oggi l'Inter si trova spianata la strada alla vittoria sull'Empoli. Alla fine è 1-0 e altri 3 punti d'oro ai nerazzurri "senza macchia". E nulla importa se l'Empoli sbaglia a sua volta il rigore che poteva valere del pari. Ora i punti che ci separano dalla vetta e che domenica scorsa erano scesi a 5, sono diventati 8.

RISENTIAMO DELLE VOCI ?
Strana la Roma oggi, irriconoscibile in molti dei suoi componenti. Atteggiamento che alla luce di quanto accaduto in settimana con le notizie di problemi finanziari della Italpetroli, addirittura ipotizzanti la possibile vendita della Roma, potrebbero forse aver lasciato il segno in qualcuno.


COPPA ITALIA 2007-2008   -   Roma-Samp 1-0

VITTORIA CON DEDICA
Dedicata a loro, allenatore rosicone e figliol prodigo, poco figlio (di Roma) e ancor meno prodigo...
Il primo che dopo essersi agitato per tutta la partita, trova la forza per affermare nell'intervista di fine gara, che la Samp non meritava di perdere e che, nel primo tempo aveva addirittura "schiacciato la Roma nella sua metà campo..." boh!
Il nostro pensiero va allo psicologo che lo consiglia...
Il secondo invece, dopo aver preso in giro tutti con la sceneggiata prima della sfida di campionato, rimanda (ma guarda un po') ancora una volta il ritorno a Roma da avversario. Sbaglieremo sicuramente, ma non sarà che forse prima di tornare vorrà fare un paio di gol alla lazie, così da "ammorbidire" un po' i suoi eventuali "fischiatori" dell'Olimpico? Restiamo in attesa.

UN MANCINI DA FAVOLA!
Ormai quelle finte sono diventate il suo personale marchio. Dopo Lione, quella ubriacante serie di doppi passi è diventata la "finta Amantino". Tutti la conoscono, tutti sanno (difensori avversari compresi) che lui la farà, ma nessuno riesce a contrastarla in maniera efficace. Anche stasera Amantino ce l'ha riproposta in occasione del suo gol che, nobilitato da una simile "preparazione" è diventato un fantastico gol.
Grande Amantino!

LA PARTITA.
Non serviva spingere sull'acceleratore, il risultato dell'andata favorevole ci metteva in una posizione di vantaggio. Si è vista quindi una Roma un po' meno "sbarazzina", ma forse più attenta al possesso palla. Cosa perfettamente riuscita. La difesa inedita, con Panucci e Cassetti centrali che sostituivano gli squalificati Mexes e Ferrari (e Juan infortunato!) destava alla vigilia qualche apprensione, subito svanita grazie alla prestazione sontuosa dei due "esterni" adattati al centro. Perfetti entrambi. Il primo tempo scivolava così senza particolari sofferenze, nonostante quello che alla fine dirà Mazzarri, le occasioni più limpide sono state giallorosse...
Il secondo tempo inizia sulla falsa riga del primo, salvo poi cambiare decisamente nel momento in cui la Roma rischia di andare sotto. Il salvataggio sulla linea di Taddei al 5' è un pericolo scampato che scatena la reazione della Roma e il conseguente arrembaggio. Il gol di Amantino al 15' e le numerose successive occasioni fallite di un soffio, legittimano (checchè ne dica Rosicone Mazzarri) la vittoria e la qualificazione alle semifinali.


Roma-Palermo 1-0

200 VOLTE GRAZIE CAPITANO.
Prima della partita, 200 ragazzini in campo per salutare il Capitano e i suoi 200 gol in maglia giallorossa. Un traguardo straordinario, un record importante, l'ennesimo obiettivo centrato dal nostro più grande Campione. Grazie Capitano e grazie mamma per avermi fatto nascere 44 anni fa, per avermi fatto crescere romanista e per avermi dato la possibiltà di vivere queste emozioni. Che bel compleanno!

LA PARTITA
In due parole, solita Roma. Grande gioco e grande cuore. 90 minuti giocati quasi totalmente nella metà campo palermitana, situazione agevolata forse dall'atteggiamento della squadra ospite schierata da Guidolin con il nemmeno lontanamente celato unico intento di arginare i giallorossi. L'espulsione di Rinaudo quindi, anche se giunta 2 minuti prima del gol di Mancini, non è certo l'unico motivo della vittoria centrata dalla Roma. Checchè se ne dica in giro. Una vittoria importante, che serve a mantenere viva l'attenzione e un minimo ancora di speranza per noi... basta che qualcuno non regali qualche altro rigore all'Inter.

LO SCHEMA "RACCATTAPALLE"
Abbiamo le spalle larghe noi, ci siamo abituati. Certi commenti, certe prese in giro, certe idiozie siamo abituati a sentircele riversare addosso da pseudogiornalisti e dai mangiapane a tradimento. L'ultima trovata, quella di stasera, è l'assegnare il merito del gol di Mancini, non all'impegno dei giallorossi, che hanno giocato all'attacco per tutti i 90', ma ad uno schema che coinvolge addirittura un raccattapalle. Il ragazzino avrebbe messo sull'angolo il pallone "in fretta", permettendo a Taddei di battere il corner che Mancini trasforma in gol. Come se fosse un delitto, come se solo a Roma i ragazzini della squadra di casa facciano di tutto per riprendere in fretta il gioco, con la squadra impegnata a vincere... ma andate a lavorare!

DOMENICA 27 L'INTER PAREGGIA A UDINE.
NON CI PRENDETE PER IL CULO!

Non fateci vedere che "...visto? Anche la Roma riceve favori e anche all'Inter fanno torti..." non siamo così ingenui. Era scritto che i nerazzurri avrebbero subìto qualcosa, viste le attenzioni che tutt'Italia sta dando ultimamente alle "strane" decisioni arbitrali, decisioni che finora hanno solo favorito l'Inter. Il vantaggio in classifica di 7 punti (oggi ridotto a 5) permetteva in tutta tranquillità programmare uno stop, magari con clamorose decisioni della giacchetta nera di turno, alla marcia inarrestabile dell'invincible armada interista. È il più "regalato" dei trucchi. E noi, come già detto, restiamo in campana. Non diciamo che l'Inter è lì perchè merita di starci. Lo dicevano anche della juve...
E comunque, tanto per la cronaca e per smentire i soliti leccaculo televisivi, all'Inter non hanno rubato niente. I due episodi contestati: l'espulsione di Cesar e il gol annullato al nasone anche se non fanno parte del bagaglio nerazzurro di quest'anno, sono stati trattati nella maniera più giusta dall'arbitro Rosetti... tanto per la cronaca.


COPPA ITALIA - Sampdoria-Roma 1-1

 

UN GRUPPO FANTASTICO!
Priva del Capitano,alle prese con l'influenza e ridotta in dieci dopo nemmeno 20 minuti, per l'espulsione a dir poco ingenua di Mexes, la Roma non ha mai dato l'impressione di subire la superiorità (numerica) della Samp. Una gara giocata benissimo con grinta, sacrificio e abnegazione. Facciamo fatica a trovare il migliore dei nostri. Ridisegnata in corsa da Spalletti con un 4-4-1 decisamente efficace nel contenere e pericoloso nelle ripartenze. Bella comunque la partita giocata a viso aperto da entrambe le formazioni, con continui capovolgimenti di fronte e diverse occasioni, da una parte e dall'altra. Pareggio tutto sommato giusto, anche se dopo il pareggio, sui piedi di Mancini sono capitate due occasioni colossali, divorate dal brasiliano autore di una partita fantastica e per questo stanco al momento di concludere a rete.
Primo round alla Samp quindi. Il ritorno dovrà vedere una Roma ancor più forte e determinata di questa. La doppia squalifica di Mexes e Ferrari, unita al forfait fisico di Juan, costringeranno Spalletti ad un nuovo riassetto della difesa.

E DEL COMMENTO NE VOGLIAMO PARLARE?
È la solita storia. Saremo prevenuti, cercheremo sempre il pelo nell'uovo, ma di questi commenti "one way" non se ne può davvero più!
Passi il rimarcare che l'espulsione di Mexes è stata sacrosanta, che la Samp tutto sommato meritava il vantaggio, che ogni volta che tocca la palla anche con il culo "Cassano è un campione...", che la stessa Samp è stata "penalizzata" dalla decisione arbitrale (nello specifico un gol forse ingiustamente annullato a Bonazzoli), ma non abbiamo sentito di una Roma penalizzata in occasione del calcio in faccia subito da Mancini in area blucerchiata e del conseguente rigore negato, per dirne una sola. Pagare il canone RAI sapendo di contribuire al pagamento dei loro stipendi e sentir parlare certi squallidi personaggi, è decisamente triste.


COPPA ITALIA 2008 - Roma-Torino 4-0

 

MISSIONE COMPIUTA!
Nel giorno dell'uscita su Topolino del primo episodio del nuovo personaggio Disney: "PAPERTOTTI E IL SEGRETO DEL CUCCHIAIO" (a proposito, la mattina alle 10 lo storico giornalino era già esaurito in tutte le edicole di Roma), il Capitano raccoglie l'ennesimo riconoscimento (diteci quanti altri hanno avuto l'onore di essere presi a modello per creare un personaggio dei fumetti) e spegne le sue prime 200 candeline.
200 reti tutte realizzate con la maglia giallorossa, questo ci teniamo sempre a ribadirlo, "in questo calcio dove non esistono più le bandiere..."
Un primo tempo sicuramente ben giocato dalla Roma, ma che come spesso succede quest'anno, non riesce a raccogliere i frutti di tanto lavoro. Uno dei motivi, forse il più importante, è stata la "muraglia umana" disposta in campo stasera dallo "stratega" Novellino. A tal proposito, ci corre l'obbligo di sottolineare il disgustoso e continuo esaltare da parte dei cronisti di LA7, la grande prova del Torino. Una squadra arroccata per 90' minuti a difesa della propria area di rigore, che a stento ha messo il naso oltre la metà campo, anche se un paio di volte è stata pericolosa, che ha sfruttato ogni occasione per perdere tempo, non può essere esaltata o presa ad esempio manco fosse la grande Olanda, o il Brasile. "Catenaccio" cari signori, si è trattato solo di puro e semplice catenaccio. Per carità, niente in contrario, ma non ci raccontate di calcio moderno e di schemi difensivi collaudati. Quello era CATENACCIO.
Il racconto delle gesta toriniste però, aveva fine al 17' del secondo tempo, quando Spalletti decideva di far entrare il Capitano. Prima di Lui era già entrato Giuly (1' st). I due cambi hanno dato la scossa e quello che fino ad allora era mancato alla Roma: brio, fantasia e concretezza. In due minuti, dal 26' al 28' con due gol (Mancini-Totti) entrambi propiziati dagli assist del francese, la Roma rimette le cose a posto ribaltando il 3-1 dell'andata e poi colpisce (e mata el Toro) altre 2 volte: al 28' su rigore (il 200° gol del Capitano) e al 44' su azione personale di Giuly.
Manco a dirlo, nell'elogio completo dei cronisti...

BUONA LA7 COMMENTI A PARTE.
O forse è meglio "commenti di parte"...
Ma signor LA7, ma signor LA7, cosa mi combina?
Complimenti per l'acquisizione dei diritti a trasmettere le partite di Coppa Italia, ma come si fa a proporre un servizio così? Come si fa a farci vedere e soprattutto sentire, laziali di provata fede, grandi artisti della rosicata, commentare le partite della Roma? Possibile che sulla piazza non si riescano a trovare cronisti e "seconde voci" non dico di parte, ma perlomeno neutrali...
A parte tutto, ci preme sottolineare la grande competenza tecnica e soprattutto padronanza della lingua italiana dei soggetti di cui sopra.
A fine gara, eravamo tutti esausti e provati da commenti e giudizi a senso unico, riusciamo però a ridere, oltre che per il risultato positivo, anche per lo splendido racconto della signora Morace che definisce "stop a inseguire" lo splendido controllo di Giuly in occasione del quarto gol.
Simpatico anche il siparietto con Novellino, l'uomo che non rosica mai. Il simpatico allenatore del Toro giudica il rigore su Mexes "un tuffo" del francese, senza che nessuno degli interlocutori, vedendo con lui le immagini e la maglia tirata del francese, provi anche minimamente a contraddirlo e senza che nessuno faccia presente al simpaticone che 10' prima di quel rigore, ce n'era stato negato un altro su Mancini spinto in area da Comotto. Ma tant'è, che ce frega? Roma 4 e Torino 0. Andate in pace.

E ADESSO LA SAMP DI CASSANO.
Aveva fatto una sceneggiata in campionato, quando contro la Fiorentina riceveva un cartellino giallo che significava squalifica per il turno successivo: Roma-Sampdoria. Voleva esserci a tutti i costi, ritrovare la Roma, giocare contro i suoi ex compagni, nello stadio che fu suo... perlomeno così diceva. Noi qualche dubbio ancora ce l'abbiamo. Adesso la sfida si ripropone in Coppa Italia. Staremo a vedere.


Atalanta-Roma 1-2

 

LA PRIMA DEL 2008
Brava la Roma che inizia il nuovo anno continuando la serie positiva in trasferta.
Si mantiene imbattuta avendo totalizzato, con quella di oggi, 6 vittorie fuori casa e 4 pareggi.
Una vittoria importante contro un'avversaria storicamente difficile, su un campo dove quest'anno la squadra di casa ha perso solo una volta, senza tifosi romanisti sugli spalti ad incitare e, dulcis in fundo, contro un allenatore che da quando è stato dalla Roma i licenziato, trova e infonde ai suoi grandi motivazioni quando ci incontra.

TUTTO NEL PRIMO TEMPO
Primi venti minuti con l'Atalanta non proprio padrona del campo, ma sicuramente pericolosa. Nel frattempo un paio di occasioni fallite da un Mancini voglioso e abbastanza determinato. Meritato quindi il vantaggio atalantino, peraltro arrivato grazie ad uno stop sbagliato di Floccari che libera involontariamente Ferrera Pinto a tu per tu con Doni.
Sotto di un gol, la Roma non si scompone e trova il pareggio grazie ad un missile terra-aria del Capitano che su punizione tafigge l'incolpevole Coppola. Passano 5 minuti e Mancini, dopo aver fallito due occasioni facili facili, realizza quella più difficile. Doppio passo "stile Lione" e bomba all'incrocio dei pali per il vantaggio giallorosso.
Nella ripresa la partita è rimasta in bilico grazie alla veemenza degli atalantini e alla scarsa predisposizione dei nostri a gestire, magari controllando e "addormentando" la gara, per colpire in contropiede. Strano a dirsi, ma le "ripartenze" pericolose sono state quasi totale appannaggio dei padroni di casa, con diverse occasioni da gol fallite per la scarsa qualità degli interpreti e per la fortuna che (per fortuna!) ci ha assistito. Anche se a dire il vero, il gol del 3-1 Perrotta lo aveva realizzato...

TORNA IN CAMPO AQUILANI
Spalletti non lo rischia oggi, ma gli concede gli ultimi 3 minuti. Finalmente in campo!


QUALCOSA NON VA...
Anche oggi un inesistente calcio di rigore spiana la strada alla vittoria dell'Inter.
Non lo diciamo solo noi, questo il commento su Gazzetta.it: "...Non c’è il rigore che dà lo 0-1 all’Inter. Su uno spiovente cercano di intervenire con la gamba allungata sia Cruz sia Codrea, quando si verifica l’impatto è più l’argentino ad andare verso l’avversario. Ma l’errore è nella diversità di metro adattata da Girardi: nel finale Pelè rincorre Locatelli che lo anticipa sul tocco al pallone e subisce un tocco leggero dall’interista. L’arbitro non fischia rigore per un intervento che sarebbe un po’ più chiaro del primo..."

Agevolazioni anche per la Fiorentina
Sempre da Gazzetta.it: "...Falcone deve uscire dal campo e lasciare la gara: colpito da una gomitata di Vieri..." secondo noi volontaria, ma non secondo l'arbitro Brighi, che invece successivamente all'episodio dà il rigore (su Vieri) che frutta il 1-2 ai viola: "...Vieri subisce il tocco da Morrone, ma cade dopo aver fatto un altro passo, forse quando vede che la difesa sta recuperando su quel pallone. Il comportamento di Vieri desta sospetti, forse potrebbe restare ancora in piedi..." Ma va?

E alla Roma?
A noi poca roba... L'arbitro ci annulla (solo) un regolarissimo gol di Perrotta per un fuorigioco inesistente, che sarebbe stato il 3-1 e ci costringe a giocare i 20 minuti finali a "glutei serrati".